I Gremi

Le corporazioni che, durante il Medioevo, in Italia corrispondevano alle Associazioni di Arti o Mestieri e nei paesi germanici erano denominate Gilde, in origine erano espressione di confraternite o sodalizi di vario tipo che svolgevano funzioni religiose e assistenziali mentre, successivamente, regolamentarono minutamente tutti gli aspetti delle attività professionali, delle quali finirono per diventare i veri rappresentanti.

In Sardegna, sono stati diversi gli studiosi che hanno cercato di chiarire la nascita e lo sviluppo delle Associazioni di Arti e Mestieri nell’isola:

  • secondo E. Costa e Di Tucci, le corporazioni derivavano dalle maestranze che si stabilirono in Sardegna con l’arrivo dei Pisani;
  • per Loddo Canepa, la presenza di tali associazioni risale ai primi decenni del 1400, durante il periodo della dominazione spagnola;
  • per la storiografia spagnola del XIX secolo, le confraternite erano associazioni religiose e assistenziali, le quali costituirono l’elemento fondamentale che diede vita ai Gremi.

Questi, difatti, si costituirono nel periodo in cui la Sardegna era dominata dagli spagnoli, i quali, tra il ‘400 e il ‘500, approvarono i loro primi statuti che erano divisi in capitoli e stabilivano, per coloro che vi aderivano, una molteplicità di regole. Ogni Gremio era amministrato da un consiglio, che era composto da un numero preciso di soci denominati majorales, da un cassiere (Clavario), da un segretario, da un revisore dei conti (Vehedor) e da un consulente legale che fungeva da magistrato ed era presieduto da un obriere maggiore. All’interno del Gremio le personalità di spicco come i Majorales, i Clavari e i Vehedores rimanevano in carica tre anni e non potevano essere rielette prima che fossero trascorsi altri tre anni. L’ingresso nel Gremio era subordinato al possesso di capacità tecniche che venivano acquisite, dopo un lungo tirocinio della durata di 2 o 4 anni, presso un maestro. Il “dischente” per essere nominato maestro di una determinata arte doveva svolgere il periodo di praticantato, che prevedeva il pagamento di una tassa e alla fine del tirocinio il superamento di un rigoroso esame.

Fra il ‘700 e l’800, con l’affermarsi della cultura liberale, i Gremi non furono più visti di buon occhio soprattutto perchè impedivano il libero commercio e le industrie; perciò, gradualmente, dal 1848 iniziarono a sciogliersi. Alcuni si ricostituirono in società di mutuo soccorso ma la loro abolizione definitiva avvenne con una legge italiana del 1864. Dopo tale data hanno continuato ad esistere come associazioni, mantenendo il carattere religioso ne sono un esempio a Sassari le cerimonie ufficiali interne al Gremio, come l’elezione annuale dei suoi dirigenti che avvengono in chiesa.

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