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Tra le diverse
ipotesi avanzate sull’origine dei Candelieri, la più attendibile è
quella che li fa risalire al periodo medievale. Infatti, se lo studioso
Pasquale Tola, storico e magistrato sassarese, attribuì la nascita dei
ceri a seguito della peste scoppiata a Sassari nel 1580, così invece
non la pensò lo storico Enrico Costa, il quale scoprì, circa due
secoli fa, analizzando gli statuti di Villa di Chiesa (Iglesias),
l’origine Pisana dei Candelieri.
Infatti, i funzionari e le cariche di Pisa si impegnavano, con
l’arrivo nell’isola, a rispettare le tradizioni della madrepatria e
a ripeterle anche nei territori occupati.
Si hanno notizie certe che, dal 1265, il giudice di Arborea fu costretto
ad offrire, annualmente, un cero in vigilia “assumptionis beate Marie
semper Virginia de mense augusti”, perché era obbligato ad adempiere
a una precisa istanza dei pisani, secondo la quale doveva essere offerto
un cero specifico, avente una determinata forma e peso, su cui doveva
essere applicata una certa quantità di cera.
Qualche anno più tardi, nel 1286, venne imposto lo stesso tipo di
impegno al giudice di Gallura e agli altri signori di Sardegna
“secundum quod consuetum est”.
L’offerta della cera era chiamata oblazione dei candeli già dai primi
anni del trecento e, in determinati statuti (Breve Pisani Communis),
furono indicate alcune norme minuziose su come presentarla “Et quod
omnia candela fiant a tabernacula, et non ad florectos”, che
pretendevano dei ceri a forma di tabernacolo e non a fioretto.
Se in un primo momento, la tradizione dei candelieri è simbolo della
cultura pisana, a partire dal XV secolo assume caratteri totalmente
differenti. Infatti, in questo periodo storico, la Sardegna fu
flagellata da numerose carestie e pestilenze che ne decimarono la
popolazione. In molti casi
si tentò di far fronte alla situazione non soltanto con la medicina ma
servendosi anche del contributo religioso: in particolare, si chiese
l’intercessione della Madonna affinché ponesse termine alla gravosa
decimazione della popolazione. Questo aspetto storico è
molto importante in quanto molti paesi, soprattutto quelli che già
ripetevano nel periodo di Ferragosto la tradizione pisana come
simbolo di devozione alla madonna di mezz'agosto, "decisero di
fare un voto” a quest’ultima per scongiurare il morbo.
Purtroppo, la
mancanza di dati certi su ogni singolo centro ci impedisce di sapere con
precisione le date in cui avvennero i voti alla Vergine; l’unica cosa
che potrebbe essere chiara è che a partire dal XVI secolo la tradizione
dei candelieri non è più un‘usanza pisana, ma il simbolo della
devozione e del ringraziamento nei confronti della Madonna che
puntualmente, ogni anno, si rinnova lasciando immutato il fascino ed il
mistero che si porta da secoli.

La Vergine di Nulvi |

La Vergine di Ploaghe |

Chiesa di Santa Maria in Betlem |

La Vergine di Iglesias |
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